Le notizie dai Centri del VCO

Mente in allenamento d’estate: l’importanza di non interrompere la stimolazione cognitiva

Le ferie estive rappresentano un momento di meritato riposo anche per chi sta affrontando un percorso di riabilitazione neuropsicologica o motoria. Tuttavia, quando si parla di funzioni cerebrali – come la memoria, l’attenzione, il linguaggio e la pianificazione – la pausa totale dagli stimoli può comportare piccoli passi indietro o una perdita dei traguardi raggiunti con fatica durante l’anno.

Continuare ad allenare la mente anche a fine agosto, in chiave leggera e informale, è una strategia fondamentale per preservare l’autonomia della persona.

Perché il cervello ha bisogno di continuità?

Il nostro cervello gode di una proprietà straordinaria chiamata neuroplasticità: la capacità di riorganizzarsi e creare nuove connessioni in risposta agli stimoli esterni. Questo meccanismo vale a tutte le età, sia nei processi di invecchiamento fisiologico, sia durante il recupero da traumi, ictus o in presenza di decadimento cognitivo iniziale.

Quando gli stimoli diminuiscono drasticamente per periodi prolungati, le connessioni meno utilizzate rischiano di indebolirsi. Mantenere attiva la mente significa fornire al cervello una “riserva cognitiva” capace di contrastare la perdita di autonomie nella vita quotidiana.

Idee pratiche per la stimolazione cognitiva estiva

L’allenamento cognitivo estivo non deve essere vissuto come un “compito di scuola”, ma come un’opportunità di condivisione piacevole in famiglia:

  1. Giochi di parole e memoria visiva:
    • Paroliere, cruciverba o rebus adatti al livello di capacità della persona.
    • Il gioco delle associazioni: “Dimmi 5 cose che si portano in spiaggia” oppure “Trova 5 parole che iniziano con la lettera M”.
  2. Attività di rievocazione autobiografica:
    • Sfogliare vecchi album fotografici di famiglia chiedendo alla persona di raccontare chi sono le persone ritratte o dove è stata scattata la foto. La memoria a lungo termine è spesso più preservata e rievocare ricordi piacevoli stimola il linguaggio e il tono dell’umore.
  3. Coinvolgimento nelle piccole routine domestiche:
    • Chiedere aiuto per fare la lista della spesa a memoria, ordinare le posate, sfogliare un giornale e commentare una notizia o seguire una semplice ricetta insieme.
  4. Lettura condivisa e ascolto:
    • Leggere un breve articolo di giornale o un capitolo di un libro e fare una breve conversazione su quanto letto per allenare la comprensione e l’attenzione sostenuta.

Il ruolo della famiglia e del caregiver

Sostenere una persona fragili nell’allenamento cognitivo richiede pazienza e dosaggio:

  • Incoraggiare senza giudicare: L’obiettivo non è la prestazione corretta a tutti i costi, ma lo sforzo e l’impegno profuso nell’attività.
  • Evitare la frustrazione: Se un esercizio o un gioco risulta troppo difficile, proponi un’alternativa più semplice senza far pesare l’errore.
  • Mantenere la regolarità: Bastano 15-20 minuti al giorno di attività concentrata per fare una grande differenza nel tempo.

Se vuoi altri consigli contatta le nostre sedi dal 24 agosto i nostri professionisti tornano operativi.

Condividi questo articolo
Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Email