Come stimolare la mente dei bambini in spiaggia o in montagna
L’estate è finalmente arrivata e, con lei, il meritato riposo per i nostri bambini. Dopo mesi passati tra i banchi di scuola, le vacanze al mare o in montagna rappresentano il momento ideale per ricaricare le batterie, giocare all’aria aperta e staccare la spina.
Spesso si pensa che le vacanze siano una totale “pausa” anche per lo sviluppo cognitivo e motorio. In realtà, la neuropsicomotricità ci insegna che ogni momento di svago può trasformarsi in un’incredibile palestra per la mente. Non servono strumenti specifici, stanze di terapia o tecnologie particolari: per potenziare le abilità dei più piccoli bastano la natura, il gioco e un pizzico di creatività.
Che cos’è la Neuropsicomotricità e perché è importante in estate?
La neuropsicomotricità (o terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva) è una disciplina che guarda al bambino nella sua interezza, unendo strettamente la mente (neuro) al corpo (motricità). Nei bambini, infatti, il movimento e l’azione sono il canale principale attraverso cui si sviluppano il pensiero, l’attenzione, l’emotività e la relazione con il mondo.
Durante l’anno, i bambini esercitano queste abilità in contesti strutturati (la scuola, lo sport, i percorsi terapeutici). L’estate offre l’opportunità straordinaria di allenare le cosiddette Funzioni Esecutive in contesti liberi e naturali. Le funzioni esecutive sono una sorta di “centralina di controllo” del nostro cervello: ci permettono di pianificare le azioni, focalizzare l’attenzione, ricordare le informazioni necessarie a svolgere un compito e controllare gli impulsi.
Approfittando del tempo sotto l’ombrellone o dei pomeriggi in rifugio, possiamo proporre ai bambini piccoli giochi capaci di dare una sferzata di energia a questa centralina. Ecco tre idee semplici e divertenti.
3 Giochi estivi per allenare la mente (senza accorgersene)
1. Il Gioco del “Cosa c’è nella borsa da spiaggia? / Cosa c’è nello zaino”
- Come si gioca: A turno, si elencano gli oggetti che si mettono idealmente o realmente nella borsa, ripetendo quelli detti dal giocatore precedente e aggiungendone uno nuovo (es. “Nella borsa metto il telo, la crema, le palette e… un libro”).
- Cosa allena: la memoria di lavoro. È l’abilità che ci permette di trattenere a mente le informazioni per il tempo necessario a utilizzarle. È fondamentale a scuola, ad esempio per tenere a mente una frase mentre la si scrive o per fare un calcolo mentale.
2. Il Bagnino Dice… / La guida escursionistica dice (con Inversione dei Comandi!)
- Come si gioca: È una variante del classico “Un, due, tre, stella!” o “Comanda capitano”. Quando il conduttore dice una frase (es. “Il bagnino dice di saltare”), il bambino deve fare l’esatto contrario (es. rimanere perfettamente immobile) oppure eseguire l’ordine solo se non viene pronunciata la parola d’ordine.
- Cosa allena: il controllo inibitorio e l’attenzione focalizzata. Questa funzione aiuta il bambino a frenare la sua risposta automatica o impulsiva, focalizzandosi solo sugli stimoli corretti. Saper “frenare” l’impulso è la base dell’autocontrollo emotivo e comportamentale.
3. “Vedo, vedo…” con indizi logici
- Come si gioca: Invece di dire semplicemente il colore dell’oggetto nascosto alla vista (es. “Vedo una cosa rossa”), si danno indizi logici e spaziali (es. “Vedo una cosa che sta alla destra dell’ombrellone verde, serve per scavare ed è fatta di plastica”).
- Cosa allena: la pianificazione e il visual search (ricerca visiva). Il bambino deve esplorare visivamente lo spazio circostante seguendo una strategia logica, organizzando le informazioni visive ed eliminando quelle superflue.
I giochi in scatola sotto l’ombrellone: alleati preziosi
Non dimentichiamo che la classica scatola di carte, i giochi di società o i dadi che infiliamo nella borsa del mare o nello zaino sono veri e propri strumenti di allenamento neuropsicomotorio. Giochi come Uno, i giochi di memoria, o i giochi di percorso costringono il bambino a:
- Rispettare il proprio turno (tolleranza dell’attesa).
- Gestire la frustrazione della sconfitta.
- Cambiare strategia se l’avversario fa una mossa imprevista (flessibilità cognitiva).
Tutto questo avviene nel modo più sano possibile: attraverso il divertimento e la condivisione in famiglia.
Il consiglio dell’équipe
L’obiettivo dell’estate non è trasformare le vacanze in un dovere o in una sessione di compiti continua. Il segreto è la spontaneità. Lasciate che il gioco rimanga un piacere.
L’équipe di neuropsicomotricità e dell’età evolutiva dell’Associazione Centri del V.C.O. è sempre a disposizione dei genitori. Se avete un gioco in scatola a casa e volete scoprire come utilizzarlo al meglio per stimolare le abilità del vostro bambino, o se desiderate un consiglio personalizzato per l’estate, non esitate a scriverci nei commenti o a contattare i nostri centri.
Buona estate e buon divertimento a grandi e piccini!